La guerra in Medio Oriente e il conseguente shock energetico stanno già ridisegnando le prospettive dell’economia globale, con un rallentamento della crescita, un’inflazione più persistente e nuovi rischi per l’Eurozona e per l’Italia. Secondo l’Outlook macroeconomico presentato da Oxford Economics ed EY-Parthenon alla Luiss Guido Carli di Roma, il PIL italiano crescerà appena dello 0,4% nel 2026, in un contesto segnato da domanda interna debole, elevata incertezza geopolitica e forti differenze tra i settori produttivi.

Oxford Economics stima per il 2026 una crescita globale intorno al 2,5%, in netto calo rispetto al 3% previsto prima della guerra nel Golfo Persico. Per l’Eurozona la crescita attesa è dello 0,7%, mentre l’inflazione media dovrebbe attestarsi intorno al 3%, quasi il doppio rispetto alle previsioni precedenti, con un picco vicino al 3,5% nel secondo e terzo trimestre dell’anno.

Il quadro delineato dnon configura, almeno nello scenario centrale, una recessione mondiale, ma indica un deterioramento significativo delle prospettive economiche. La combinazione tra aumento dei prezzi dell’energia, minore disponibilità di forniture e incertezza sui flussi commerciali rischia infatti di prolungare gli effetti della crisi anche oltre la fine della fase più acuta del conflitto. Anche nel caso di una riapertura dello Stretto di Hormuz nei prossimi mesi, osservano Oxford Economics ed EY-Parthenon, il ritorno alla normalità dei flussi energetici e commerciali sarebbe graduale.

Nicola Nobile, Associate Director di Oxford Economics, definisce la guerra con l’Iran “uno shock stagflazionistico per l’economia globale”, perché “frena la crescita e, al tempo stesso, alimenta l’inflazione”. Secondo Nobile, lo scenario centrale resta quello di un rallentamento, non di una recessione globale, ma l’incertezza impone di considerare anche ipotesi più severe. “In caso di conflitto prolungato – ad esempio con lo Stretto di Hormuz chiuso fino all’autunno – lo shock energetico potrebbe intensificarsi e trasformare il rallentamento in una recessione globale”, avverte.

Lo scenario negativo indicato nel comunicato mostra la portata del rischio. Se lo Stretto di Hormuz restasse chiuso fino all’autunno, con rotte alternative sotto attacco e danni più duraturi alle infrastrutture energetiche, il prezzo del Brent potrebbe salire fino a circa 190 dollari al barile e restare sopra i 150 dollari per circa quattro mesi. In questa ipotesi, la crescita mondiale rallenterebbe intorno all’1,5% nel 2026, con una contrazione a metà anno.

La crisi pone anche un problema delicato per le banche centrali. La priorità della politica monetaria, sottolinea l’analisi, sarà evitare che l’aumento temporaneo dell’inflazione si radichi nelle aspettative, soprattutto dopo l’esperienza del picco del 2022. Questo potrebbe giustificare un orientamento più prudente e restrittivo, in particolare da parte della Banca centrale europea.

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Sull’Italia pesa la fine del PNRR

Per l’Italia, Oxford Economics ed EY-Parthenon prevedono una crescita moderata ma fragile. Il PIL è atteso al +0,4% nel 2026, mentre nel 2027 EY-Parthenon stima una lieve accelerazione al +0,6%, sostenuta da un andamento più positivo dei consumi privati e della domanda estera. A pesare, tuttavia, sarà la contrazione degli investimenti, legata alla fine di importanti incentivi fiscali, all’esaurimento del PNRR e a un contesto di maggiore incertezza.

Il quadro interno resta debole. I consumi delle famiglie sono rimasti stagnanti nell’ultimo trimestre del 2025, dopo una crescita dello 0,3% nel trimestre precedente, nonostante i livelli occupazionali. Gli investimenti hanno invece mantenuto un andamento positivo, sostenuti soprattutto dal settore delle abitazioni.

L’analisi settoriale di EY-Parthenon mostra un’economia italiana a velocità differenziate. Nel complesso, la produzione dovrebbe crescere dell’1,4% tra il 2025 e il 2027, ma con forti differenze tra comparti. Alimentare e servizi legati al turismo appaiono più dinamici, mentre l’automotive mostra segnali di debolezza.

Mario Rocco, Partner, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY-Parthenon Italia, sottolinea che le prospettive dei settori italiani “saranno eterogenee”: accanto a comparti più dinamici, come alimentare e servizi legati al turismo, altri, come l’automotive, mostrano segnali più deboli. Secondo Rocco, l’analisi dei principali driver di crescita conferma “il ruolo centrale della domanda estera”, soprattutto in un contesto di crescente integrazione dell’Italia nelle catene globali del valore.

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I settori maggiormente interessati

Nel dettaglio, il settore alimentare dovrebbe registrare una crescita dell’1,8% sia nel 2026 sia nel 2027, sostenuta soprattutto dall’export, mentre restano deboli i consumi interni e pesano i rischi legati all’aumento dei costi per l’agricoltura. Il tessile e abbigliamento crescerà in misura contenuta, con un +1,2% nel 2026 e un +1,3% nel 2027, trainato quasi esclusivamente dalle esportazioni e sotto la pressione dei concorrenti internazionali, in particolare asiatici.

Il comparto dei macchinari attraverserà invece una fase di normalizzazione dopo il ciclo espansivo legato agli incentivi, con una crescita prevista dell’1,7% nel 2026 e dell’1,8% nel 2027, sostenuta dall’export e da una graduale ripresa della domanda interna. Più fragile il quadro per l’automotive, che dovrebbe crescere solo dello 0,9% nel 2026 e dello 0,5% nel 2027, con esportazioni positive ma investimenti in calo. La transizione verso l’elettrico, secondo l’analisi, resta un elemento critico e potrebbe comportare un rischio di ridimensionamento della produzione domestica.

Le stime settoriali sono state elaborate attraverso “MAIOR”, il nuovo modello macroeconometrico proprietario di EY, sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna. Il messaggio che emerge dal comunicato è netto: la guerra in Medio Oriente non rappresenta solo un rischio geopolitico, ma un fattore macroeconomico capace di comprimere la crescita, alimentare l’inflazione e accentuare le fragilità strutturali dell’economia italiana.

[a cura di Simone Cantarini]

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